18 Ottobre 2018
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Andrea Tremul, è triestino il più giovane allenatore d´Italia

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31-05-2016 - Intervista a Andrea Tremul
Forse non riusciranno a superare neanche Giovanni Trapattoni, il tecnico italiano più vincente con 23 trofei alzati. E forse neanche riusciranno mai a strappare un triennale da 59 milioni di euro come ha fatto Josè Mourinho nei giorni scorsi firmando per il Manchester United. Ma i sogni ci sono. Eccome.
E d´ora in poi a sognare, dalle nostre parti, saranno quaranta persone in più, quaranta nuovi allenatori di calcio che si sono formati a Trieste dove il 23 di aprile si è concluso il corso A.I.A.C. per l´abilitazione ad Allenatore di Base Uefa B. Per capirci, possono allenare fino alla serie D.
Alcuni di loro giocano ancora, altri sono ormai ex giocatori, altri ancora allenano già da qualche anno. Tra i quaranta ne spicca uno: Andrea Tremul, 24 anni e 6 mesi. Appena diplomato e subito ha stabilito un primato: è infatti l´allenatore più giovane d´Italia. Già, perché i bandi precedenti prevedevano un´età minima di partecipazione di 25 anni. I due precedenti "recordman" avevano proprio quell´età, si tratta di Damiano Cianfagna nel 2010 per l´Abruzzo e di Davide Marchetti nel 2015 per la sezione di Ferrara.
Andrea Tremul ha già indivudato gli allenatori a cui ispirarsi: "Quello italiano è sicuramente Carletto Ancelotti -dice- mentre all´estero ammiro Jurgen Klopp del Liverpool. Infine ho sempre apprezzato la grinta e il carisma di Conte, da Juventino capirete...".
E anche sulle tattiche da adottare ha le idee ben chiare: "Per prima cosa mi piace vedere il bel calcio. Palla a terra e giocata veloce, senza paura di perderla. Allo stesso tempo chiedo ai miei ragazzi di correre per tutta la partita senza mai mollare dando il massimo. Come sistemi di gioco ho cominciato con il 4-2-3-1 con gli Esordienti a 11, utile in quanto copriva bene tutti gli spazi per quell´età. Quest´anno assieme al mio "vice" Fabio Bubola abbiamo oscillato tra il 4-4-2 e il 4-3-3. Il primo seppur criticato è la base del calcio, il secondo lo preferisco perché più offensivo".
Ma facciamo un passo indietro, a quando Andrea iniziò ad allenare. La società è quella del Domio. "Due anni fa -continua Tremul- in un lunedì pomeriggio di febbraio, Salvatore Fichera mi chiamò al telefono. Sapeva che avevo manifestato ai miei compagni di squadra la voglia di allenare e l´istruttore degli Esordienti aveva appena lasciato, quindi serviva un sostituto. Al primo allenamento venti nani, come li chiamo io, mi presero d´assalto e nonostante fossero loro a condurre l´allenamento e non io, me ne innamorai. Decisi di continuare, diedi una mano a Roberto Felluga facendogli da aiutante. Lui decise di prendersi una pausa per impegni vari e così l´anno scorso "Tore" decise di affidare a me ed ai miei compagni di squadra Puzzer e Chirsich la squadra. Ci siamo divertiti tantissimo ma soprattutto con soddisfazioni immense! I ragazzi sono cresciuti tantissimo e insieme al bel gioco, sono arrivate anche delle belle vittorie in vari tornei".
E qualche aneddoto non manca mai. "Il più simpatico -continua Tremul- riguarda Federico, conosciuto come "Tarantola". Giocava in porta e dopo qualche allenamento mi chiese di diventare un giocatore di movimento. Vidi che se la cavava e che era molto veloce... alla prima partita da attaccante fece quattro gol e un assist. Mentre la vittoria al Memorial "Papagno" l´altro anno è stata una gioia immensa, il primo trofeo da allenatore".
In quest´ultima stagione ha guidato i Giovanissimi Sperimentali: "Il salto c´è e l´ho sentito. Innanzitutto sono arrivati una decina di ragazzi nuovi che con un po´ di fatica abbiamo integrato al vecchio gruppo. Abbiamo lavorato con numeri ampi (i ragazzi sono 25) e per far giocare tutti ogni partita è stato una valzer di convocazioni e sostituzioni. Questo ha rallentato un po´ la crescita, ma nella seconda fase abbiamo fatto bene, seppur in maniera altalenante. La giudico comunque un´annata positiva".
Un´occhiata anche al Tremul giocatore: "Cominciai a dare i primi calci al pallone sul cemento dei Salesiani con il Montebello Don Bosco, per poi giocare a livello giovanile con Itala San Marco e Muggia, in categoria ho esordito con il Muglia Fortitudo e dopo una breve parentesi col Ponziana ho appena concluso il terzo anno a Domio, il più bello, vista la Promozione".
Ora per lui si apre quindi la possibilità della carriera da allenatore. In una città che ha dato alla Nazionale tecnici come Valcareggi e Maldini, anche Andrea Tremul, il più giovane allenatore d´Italia, sogna un grande futuro. E i sogni a volte si realizzano. Buona fortuna Andrea.






scritto da Massimo Umek (Sportest)

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